
di Giuseppina Valentino*

In questi ultimi tempi molti fatti di cronaca nera hanno portato a puntare il dito di accusa nei riguardi dei giovani, demonizzandoli e inducendo a generalizzazioni esagerate.
Lasciando agli esperti l’incarico di analizzare il fenomeno, di spiegarne le cause e di indicarne i rimedi, è il caso, invece, di riabilitare la classe dei giovani sani, che sono la maggioranza, dei giovani che impegnano tutte le loro energie per lo studio, l’arte, la tecnologia, la scienza, il volontariato, la ricerca, limitando le ore di svago e di spensieratezza.
Non dimentichiamo il ruolo che hanno svolto i giovani in occasione di calamità naturali: penso che sia capitato a tutti di vederli, sporchi, impegnati e sfiniti a spalare il fango, a cercare di salvare opere d’arte, a scavare con le mani tra le macerie per salvare eventuali sopravvissuti in occasioni di alluvioni e terremoti.
Pensiamo anche a quanti giovani accettano di svolgere lavori, anche umilissimi, per procurarsi i soldi per poter affrontare studi, che diversamente, non si potrebbero permettere, perché vivono in famiglie con scarse risorse economiche.
Ormai oggi non dovrebbe essere più accettabile la frase: “Ai miei tempi noi giovani eravamo migliori” perché basta un minimo di riflessione per concludere che in ogni fase della storia non sono mancati criticità e momenti di oscurantismo. Allo stesso modo penso che anche l’espressione “Sta morendo la generazione di ferro per dare il passo alla generazione di cristallo” sia troppo limitativa nei riguardi dei giovani, che, oggi, al contrario, mostrano intraprendenza, coraggio e voglia di migliorare. Quanti giovani talenti lasciano la famiglia di origine, i luoghi natii, gli amici, le abitudini per recarsi all’estero, non sempre in vista di retribuzioni più alte, ma molto più spesso perché sono convinti di potere avere maggiori opportunità di ricerca e formazione, oltre che nell’illusione di una più facile meritocrazia!
Sento il dovere di aggiungere che non possiamo negare ai giovani di oggi il merito di una maggiore disponibilità ad accettare il ruolo della parità, collaborando attivamente con le compagne nella gestione della casa, della famiglia e dei figli, dividendosi gli incarichi in egual misura, se il lavoro e la professione lo permettono.
In conclusione ignoriamo le nefandezze della “mele marce”, rivalutiamo i giovani, trasmettendo a loro, già in famiglia, il senso del dovere e della responsabilità; favoriamo le occasioni di crescita, valorizziamo le loro attitudini, i loro sforzi e le loro competenze. Insomma “largo ai giovani”!.
Tutto ciò si può realizzare se i grandi sapranno apprezzare il loro potenziale, se sapranno dare fiducia e stima, affetto e appoggio, attraverso un dialogo aperto e mirato, in uno scambio di valori continuo e fruttuoso.
In questo modo non sarà difficile pervenire ad un arricchimento reciproco, perché i giovani metteranno a disposizione degli anziani i saperi che essi padroneggiano con grande abilità, cioè le nuove tecnologie, mentre chi è meno giovane, da un lato si dispone ad apprendere, ma dall’altro rende i giovani fruitori della loro saggezza e della loro esperienza.
Solo così si vivrà in armonia e si faciliterà la formazione della classe dirigente del domani, di una classe che sia veramente consapevole delle sue responsabilità e dei contributi che potrà dare alla causa del “bene comune”
Già Docente Scuole Elementari
BACHECA
“Linguaggi Extraverbali “
a cura del Direttore Bartolomeo Valentino sottoforma di Articoli-Lezioncine pubblicate ogni Sabato. I Lettori potranno porre domande indirizzandole alla email
bartolomeo.valentino@alice.it.