Il SSN(Servizio Sanitario Nazionale):la sua evoluzione

Il SSN(Servizio Sanitario Nazionale):la sua evoluzione

Il  SSN (Servizio Sanitario Nazionale): la sua evoluzione tra Leggi e modelli organizzativi Regionalisti

di Laura Leoncini*

In Italia nel secondo dopoguerra, con la promulgazione della Costituzione Italiana, la Salute diviene un Diritto (Art.32), e lo Stato deve assicurare le cure agli indigenti.

Si susseguono diverse leggi , tra cui la legge n. 132  del 12 febbraio 1968 ( “legge Mariotti”), che riforma  il sistema degli ospedali trasformandoli in enti pubblici (“enti ospedalieri”) e ne definisce  l’organizzazione, la classificazione ( in categorie), le attività  nel rispetto della programmazione nazionale e regionale, e le modalità di finanziamento. Con  legge 17 agosto 1974, n. 386  lo Stato risana i tremendi debiti che erano stati accumulati dai diversi  enti mutualistici (casse mutue) nei confronti degli enti ospedalieri, e ne dispone il commissariamento (le “casse mutue” per poter pagare le costosissime cure ospedaliere dei propri iscritti si erano enormemente indebitate, fatte salve rare eccezioni). L’ assistenza ospedaliera viene a questo punto  trasferita alle Regioni, e diventa una competenza di questi Enti.

Infine, con la legge 23 dicembre 1978, n. 833 il sistema mutualistico viene soppresso e viene istituito  il SSN – “Servizio Sanitario Nazionale”. Il principio centrale  del sistema sanitario nazionale avrebbe dovuto essere quello della Sanità come bene universalmente fruibile.  La legge considerava infatti la Sanità come bene pubblico essenziale e, incaricava il governo centrale di reperire annualmente le risorse necessarie al funzionamento  attraverso l’istituzione del Fondo Sanitario Nazionale (FSN). Con tale riforma, lo Stato assicura l’ Assistenza Sanitaria a tutti i cittadini.

A partire dagli anni ottanta, il concetto di salute come  bene universale e gratuito (e quindi  come diritto) è progressivamente cambiato in quello di bene per l’equità (una concessione), soprattutto verso i poveri, piuttosto che come un bene per tutti quelli che sono presenti nella società.

Con gli anni novanta e le riforme del 1992 (D. lgs 502 del 30/12/1992) e del 1999 (Dlgs 229 del 19/06/1999), con la trasformazione delle strutture pubbliche, prima in Unità Sanitarie Locali (USL), poi in Aziende Sanitarie Locali (ASL), in concorrenza tra loro, vengono applicate alla Sanità e dunque alla Salute dei Cittadini  le logiche proprie e caratteristiche delle aziende private, quali l’attenzione al costo e al risultato ed alla qualità del servizio erogato che entrano nel settore sanitario e ne divengono elementi centrali , come in altri contesti  della pubblica amministrazione, anche se rimane di fatto insoluta la questione del forte controllo e dell’ influenza  della Politica sulle Aziende Sanitarie.

Con la  modifica all’ Art. 5 della Costituzione (la cosiddetta Regionalizzazione), le singole Regioni hanno ottenuto  il potere di legiferare autonomamente in materia sanitaria, sia  pure  nel rispetto delle Leggi nazionali e nell’ obbligo di assicurare e garantire a tutti i cittadini, in modo omogeneo, una serie di prestazioni essenziali (i cosiddetti LEA – Livelli essenziali di Assistenza): attualmente, quindi , esistono di fatto  una ventina di SSR – Sistemi Sanitari Regionali, moderatamente diversi tra loro .

L’ipotesi che il nostro SSN sia costosissimo e di bassa qualità, alla valutazione compiuta da Organismi terzi non influenzabili da opinioni “interessate”, si rivela assolutamente falsa.

Secondo una ricerca svolta dall’OMS nel 2000,  l’Italia aveva nel complesso  il secondo sistema sanitario migliore del mondo dopo la Francia,  in termini di efficienza di spesa e accesso alle cure pubbliche per i cittadini. Nel 2014 una classifica elaborata da Bloomberg poneva l’ Italia al terzo posto nel mondo per efficienza della spesa sanitaria.

Abbiamo dunque a nostra disposizione un Sistema Sanitario che pure essendo Universalistico (cioè aperto a tutti quelli che ne hanno bisogno) risulta essere altamente efficiente ed efficace, e sarebbero opportune serie riflessioni sulle motivazioni di coloro che, di fatto, ne propongono di fatto uno  smantellamento totale o parziale.

 

*  Laura Leoncini –Direttore Medico del Presidio Ospedaliero “A. Guerriero” dell’ ASL Caserta