12 Mag Luigi Vanvitelli a 325 anni dalla nascita, Caserta celebra il genio dell’architettura
Il 12 maggio 1700 nasceva Luigi Vanvitelli, uno dei più grandi architetti e ingegneri del Settecento, le cui opere impreziosiscono l’Italia e l’antico Regno di Napoli.
A Caserta, dove realizzò il suo capolavoro assoluto – la Reggia, progettata senza poterla mai vedere completata – si preparano celebrazioni speciali per il 325° anniversario della sua nascita.
L’iniziativa, promossa da ALI della Mente (creatrice del brand culturale Rosso Vanvitelliano) e dall’Archivio di Stato di Caserta, unisce arte, teatro e memoria storica per riportare in vita l’eredità di Vanvitelli.
Uno sguardo intimo sul maestro: il monologo teatrale
Il 12 e il 17 maggio, nell’androne dell’Archivio di Stato (dalle 10.00 alle 12.00), andrà in scena “Monologo a Dio”, scritto da Patrizio Ranieri Ciu e interpretato dall’attore Mario Bilardi della compagnia Fabbrica Wojtyla & Compagnia della Città.
Bilardi vestirà i panni di Vanvitelli, regalando al pubblico un ritratto emozionante della sua visione filosofica, spirituale e umana, tra aneddoti personali e riflessioni sull’arte.
Documenti inediti e selfie con Vanvitelli
Nella stessa settimana (12-17 maggio), l’Archivio di Stato esporrà autografi originali di Vanvitelli, recentemente recuperati grazie alla Direzione generale Archivi e valorizzati in collaborazione con la Reggia di Caserta. Tra questi, spiccano curiosi episodi della vita del maestro durante la costruzione della Reggia.
Ma la sorpresa più originale attende i visitatori: una riapparizione “in carne e ossa” dell’architetto, pronto a scattare selfie con il pubblico. I primi 325 partecipanti riceveranno in omaggio un segnalibro numerato firmato Rosso Vanvitelliano.
Le foto, condivise sui social con gli hashtag #RossoVanvitellianoconASCe e #AuguriVanvitelli, saranno raccolte sui siti dell’Archivio e di Rosso Vanvitelliano, creando un ponte tra passato e presente.
Un tributo tra memoria e futuro
«Celebriamo Vanvitelli non solo come un gigante dell’architettura, ma come un uomo che ha segnato l’identità di questa terra», spiegano gli organizzatori. Un invito a riscoprire, attraverso il teatro e i documenti, il genio che ha reso Caserta eterna.
